l'italia è il paese delle offerte.
giustamente: è una terra di mercato!
la vita si risolve in un rapporto di offerta e domanda.
a volte le offerte vengono fatte senza che vi sia alcuno che le chieda.
altre volte, purtroppo, chiediamo cose che nessuno
è in grado o in voglia di offrirci.
nè serve chiederlo ad alta voce,
urlarlo di disperazione.
niente, nessuno si fa avanti.
si offre di tutto,
tranne ciò di cui abbiamo veramente bisogno.
l'italia è insozzata di volantini di offerte.
sono dappertutto.
un grande spreco di carta e alberi.
persino le scuole si sono buttate nel mercato
e pubblicizzano la loro
"offerta formativa".
oggi apprendo da repubblica.it che gli italiani,
presi dall'ansia di accumulo,
"cercano" anche "un'offerta politica".
siamo alla fine.
"cercare un'offerta politica".
espressione orrenda,
a-poetica,
in-umana,
fredda,
come il mercato.
laddove il rapporto tra governanti e popolo deve essere
poetico,
umano,
caldo.
quell'epressione è come un colpo d'ascia.
ci dice che in vece di una sottile,
trasparente membrana osmotica,
c'è una faglia di sant'andrea,
un grand canyon,
tra popolo e suoi rappresentanti,
oltretutto nel contesto in cui è inserita,
(gli italiani sarebbero favorevoli alla soglia di sbarramento,
perchè "cercano un'offerta politica chiara e coerente")
è oltremodo contraddittoria.
non c'è più offerta politica,
in un mercato senza varietà e moltiplicità di prodotti,
che non si cura dei bisogni delle minoranze.
è un enorme supermercato dove sono esposte solo banane,
con il bollino napoberluscoveltroniano.
o ti becchi quelle,
o fai la fame

1 commenti:
E' un volgare mercimonio.
Ciao
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